Questo scritto vuole essere un’introduzione al prossimo scontro che vedrete sulle pagine di questo blog, in quanto entreranno in gioco gli orchetti della tribù Rozzartiglio, comandati dal Capoguerra Zurak. Personalmente ho sempre amato l’esercito dei pelleverde, in quanto è uno dei più divertenti da giocare. Se poi si gioca seguendo il background dell’ambientazione di Warhammer, la partita non potrà che risolversi in un qualcosa di demenziale! Ecco a voi la mia tribù personale!

La tribù di Rozzartiglio
La tribù del Capoguerra Zurak Rozzartiglio è una piccola comunità di orchetti che domina una sperduta regione situata tra alcuni anonimi monti ad ovest delle paludi della follia. Questa tribù, secondo quanto narrano le cronache di alcuni venerandi nani, non è mai riuscita a diventare abbastanza potente per lanciare la più classica delle guerre di conquista dei pelleverde, la tanto temuta Waaagh!, a causa dell’incredibile spirito combattivo dei propri membri, da molti considerato al limite della psicosi suicida. Tale spirito combattivo sembra aver da sempre annebbiato la mente dei Capiguerra che l’hanno comandata. Ancora non si conosce esattamente il perché di questa forma mentis, o forse sarebbe meglio dire malattia, ma alcuni studiosi sostengono che le acque delle paludi vicino al villaggio dei Rozzartigli potrebbero esserne la causa principale.
Tra le tante storie che si narrano riguardo questa singolare tribù, ve ne voglio riportare un paio, giusto per esemplificare quanto sono riuscito a conoscere durante questi anni, soprattutto grazie al mio grande amico Togrik Asciascura, Barbalunga della fortezza di Karak-Azul.
La prima storia parla del predecessore dell’attuale Capoguerra della tribù, e cioè dell’allora temuto Gurkak “Carrovolante”. Questo suo strano soprannome deriva dall’incoscienza che mostrava durante le battaglie, superiore anche a quella per cui normalmente gli orchetti sono conosciuti. Non solo, come tutti i suoi consimili, era solito buttarsi nelle mischie impegnando gli avversari più pericolosi per ostentare la propria forza, ma mostrava anche sintomi che si possono ritrovare nei goblin suicidi, i così detti “folli fiondati”: durante una battaglia contro un esercito di nani, la sua unità era stata presa di mira da una batteria di cannoni posizionati all’interno di un bosco poco distante. Queste macchine da guerra stavano facendo strage dei suoi guerrieri, così Gurkak salì su un carro trainato da cinghiali e si lanciò d’impeto verso il boschetto che stava dando riparo a quei pavidi – secondo il suo pensiero – tappi. Nonostante si vedesse chiaramente che il terreno era molto accidentato, Gurkak lanciò il carro a tutta velocità verso la batteria di cannoni, quando d’un tratto entrambe le ruote si staccarono dalla struttura a causa dell’impatto con un grosso masso. Il carro non si fermò, ed anzi prese il volo, andandosi a schiantare proprio sulla batteria di cannoni, zittendola definitivamente. Gurkak morì nello schianto, e questo costrinse i guerrieri della tribù Rozzartiglio a battere in ritirata verso le montagne natie, sconvolti per la perdita del proprio capoguerra. Da allora Gurkak passò alla storia come Gurkak “Carrovolante” tra i guerrieri della tribù.
La seconda storia narra di quello che si pensa sia il Capoguerra orco che ha dato il nome alla tribù, Murlghur, una cinquantina di anni fa. Si dice che questo orco provenisse da est, e che fosse di carnagione molto scura, molto più scura di qualsiasi orchetto della regione. Non solo: era anche estremamente grosso e forte, e non gli ci volle molto per piegare sotto il proprio volere i pelleverde della zona. Dopo alcune guerre condotte a buon fine, grazie ad astute strategie (cosa più unica che rara per un orchetto), sembra che Murlghur abbia iniziato a dare segni di squilibrio: si narra che iniziò ad andare in battaglia armato dei soli propri artigli. A causa di questa usanza, alla fine di ogni scontro i suoi artigli erano rossi, rossi del sangue dei nemici. Questa pratica, comunque, non gli portò bene, in quanto nella propria follia decise di sfidare un gigante per vedere chi avesse le mani e gli artigli più forti. Inutile dire come andò a finire. Da qui il nome della tribù, come affermato, e del perché i suoi guerrieri usino tingersi di rosso le unghie delle mani prima di scendere in battaglia.
Vorrei concludere questo mio breve excursus sulla tribù Rozzartiglio, citando quello che si dice lo sciamano della tribù reciti al nuovo capoguerra, una volta che questo assurge a capo della tribù. Appare evidente come questa tribù non sarà mai un reale pericolo per le terre civilizzate più a nord: le usanze guerriere degli orchetti di questa tribù, decisamente suicide, causano sempre notevoli perdite tra le proprie file, vanificando qualsiasi guerra di lunga durata.
Omini: quezti ometti roza non hanno kapito kome zi fa la guerra. Zi kiudono in korazze di ferro e uzano kavalli per skappare kuando koze va male. Zparano kon grozzi kannoni penzando che uccidere kualke orko da lontano pozza fermarci, kuando ziamo mille e più. Zembrano koraggiozi, perké uzano andare in battaglia con grozze bandiere kon strani nomi skritti, ma kuanto va male zi kiudono in grozze kase alte di pietra, infece di kombattere fino a morte.
Orekkieapunta bianki: quezti zono peggiori degli omini, perké fanno ztezze koze, ma kredono di poter vincere noi orki grazie alla magia. Quezto li ha rezi fragili, ed anke ze zono feloci muoiono come ometti roza. Koza bella è ke ezzendo più brafi con spada guerra dura di più, e kuindi c’è più difertimento!
Orekkieapunta neri: quezti zono come kuelli di prima, ma kredono di ezzere kattifi perké torturano gente e fanno skiavi. Ke te ne fai di skiavi ze poi li uccidi a caza kon tortura? Ke difertimento c’è? Tanto fale uccidere sul campo di battaglia, ke ci zi diverte di più!
Topaztri: questi ezzere divertenti, perké arrifano zempre in tanti! Pekkato però ke zu il più bello spezzo skappano, ed allora defi rinkorrerli per finire lavoro. Dopo un po’ kuesto korri e ammazza difenta stankante, anke perkè loro ezzere più feloci.
Kadaveri: quezti ezzeri zono noiozi da pikkiare perké non importa loro di ezzere uccizi. Zono lenti e skrausi, e ogni tanto ne zaltano fuori di nuofi da terra, e zi defe fare tutto dakkapo. Ze inkontri morti ke kamminano, va a pikkiare il kapo, lui zi forte!
Kaos: kaos è fatto da omini che fogliono ezzere forti come noi orketti, ma prima defono vendere anima a dei ozcuri. Noi non afere bisogno di questo trukketto, noi forti perché orketti! Però omini di kaos ezzere divertenti, perké forti. Pekkato difertimento finisce subito perkè loro ezzere zempre in poki.
Tapponzoli: kuesti ezzere i più difertenti, perké kome noi orki non lasciano kampo finké o noi o loro non zono morti. Kon tapponzoli non c’è fuga, zi combatte zempre. E zono anke l’uniko nemiko ke è bello katturare, kozì ti pozzono dire dofe zono altri tapponzoli da pikkiare!
Plinius il Venerabile, della città di Luccini, dal manoscritto “Sulle tribù dei pelleverde”

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